Mosto cotto di nostre uve Lambrusco e aceto di vino. Una miscela equilibrata, che invecchia in botti che donano corpo e profumi. Perfetta per accompagnare i piatti della cucina italiana, cotti e crudi, a seconda dei gusti, delle regioni, della tradizione.
C’è saggezza. Compostezza. Eleganza. In lui risplendono modi gentili. Nel tempo ha dimenticato ansie, inquietudini, affanni. E adesso gode di una sana sicurezza che non sfocia mai nella sicumera. La sua dote migliore è risvegliare antichi appetiti con il sorriso e una certa vigoria. Insomma, l’Invecchiato sa il fatto suo.
La cucina regionale. La tradizione. Le radici. Da Pellegrino Artusi al ‘mangiare lento’. E poi le stagioni, che alternano luci, colori, sensazioni. Le sculture nei parchi, le panchine nei giardini, il pioppo e l’olmo, la quercia e l’ippocastano. Le strade sterrate di campagna, i casolari con i ‘coppi’, filari di vite. Emozioni che vibrano nel passato per riemergere improvvise nei gusti di oggi.
Filetti di maiale infagottati Prendete un bel filetto di maiale intero. Tagliatelo a fette regolari di tre/quattro centimetri di spessore. Avvolgete ogni pezzo di filetto con strisce di pancetta. Rosolateli in padella con poco olio extra vergine d’oliva, una foglia di alloro e un rametto di rosmarino girandoli da una parte e dall’altra con una certa frequenza. Appena cotti poneteli in un piatto di portata e irrorateli con qualche goccia di Invecchiato. Ottimi con patate arrosto o cipolline in agrodolce.
Ingredienti: Mosto cotto d’uva, aceto di vino. Contiene solfiti. Acidità: 6%.
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